Cosekeso?

Ciao, questo è il mio blog, il blog nel quale ogni tanto svuoto la mia testa dai vari elementi che la riempiono.
Non c'è quasi nulla di originale, i miei pensieri sono rivisitazioni o rielaborazioni di quello che l'ambiente mi insegna e propone.

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ATTENZIONE: contiene opinioni altamente personali e variabili

sabato 6 aprile 2013

Ancora corsa e.... come battermi a Squash

Il fatto è che a me correre non piace. Mi è comodo ma non mi piace per niente.
L'unica volta in cui l'ho trovato interessante e piacevole è stato nel 2009 quando tre volte a settimana andavo a correre con un amico. Ma avevamo un obiettivo (ci preparavamo fisicamente ad una vacanza) ed eravamo abbastanza in forma da parlare e correre. Siamo andati avanti quasi un anno, poi la neve e la vita ci hanno stoppato.
Fra i tre sport classici pre prova bikini, correre, pedalare e nuotare, la corsa è quello che mi piace meno. Nuotare è il mio preferito ma è troppo impegnativo in termini di tempo. Per correre mi metto un paio di scarpe e mi butto in strada, per nuotare la “suppa” è lunga. Non sarebbe male pedalare ma ci sono tre problemi: i ciclisti sono i miei acerrimi nemici; quando vado in bici troppo facilmente assumo un'andatura da passeggio; non mi piace vestirmi come un fantino del palio di Siena, con tutti quei colori idioti addosso.
Quindi corro.
Trovo la corsa avvincente le prime tre, quattro volte. Ieri sono andato a correre e, per quanto abbia allungato la gittata, ero abbastanza in palla da non dovermi concentrare sulla corsa. Ecco, il limite della corsa è che mentalmente non mi stimola. E' ripetitiva e il mio cervello ha grossissimi problemi di concentrazione (l'avessi capito 20 anni fa adesso sarei medico). Quindi dopo poco comincio a divagare e spesso finisco a pensare a cosa devo fare, ai problemi, alle cose da sistemare. Arrivo a casa stanco di gambe e di testa. La corsa non ha sorprese, non ha situazioni diverse da analizzare e interpretare. Mi spiego meglio prima che l'associazione podisti anonimi mi tagli le gomme: quando gioco a squash io reitero sempre la stessa sequenza di colpi (ecco svelato il trucco per non farmi vincere), è una sequenza, uso uno o due colpi per entrare in questa routine e in due o tre colpi chiudo il punto. Sempre la medesima sequenza, in genere vincente.
Ecco perchè riesco a giocare a squash nonostante sia uno sport dove si corre molto e io giochi da fermo. Perchè scelgo e valuto, decido il mio investimento in un punto in base alla possibilità che ho di entrare nella routine. Ok, ogni tanto il momento mi porta ad inseguire punti che non mi portano alcun vantaggio, ma questo è il motivo per cui non sono un discreto amatore e non un buon giocatore. 
Provavo a fare la stessa cosa anche ai tempi del tennis ma il campo grande mi creava difficoltà di esecuzione. Dieci anni fa mi riusciva bene a racchettoni.
Comunque, nonostante la ripetitività della sequenza, ogni volta mi si presenta qualcosa di nuovo, di inesplorato che mi porta ad adattare i famosi colpi che mi portano ad entrare nella mia routine. Quindi la mia testa è assorbita dall'impegno agonistico, non si può distrarre.
Con la corsa non ce la faccio. A questo aggiungiamo che “correre è una sfida con se stessi” e contro me stesso io non perdo mai. Insomma, mi annoio velocemente.
La musica aiuta ma temo che fra un po', se non si asciuga il terreno e non posso cominciare a correre sul morbido, la mia esperienza da podista si concluderà.
Detto tutto questo, adesso sapete che corro con maggiore disinvoltura, riesco ad avere lo stesso ritmo quando parto e quando finisco, ho lo sforzo sotto controllo, allungo ogni volta il mio giro ma che non durerò molto. Sapete anche come battermi a squash, sapete che dovete impedirmi di entrare nella mia routine e sapete anche che c'è una sequenza di colpi da identificare e che sono sempre gli stessi.

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