Cosekeso?

Ciao, questo è il mio blog, il blog nel quale ogni tanto svuoto la mia testa dai vari elementi che la riempiono.
Non c'è quasi nulla di originale, i miei pensieri sono rivisitazioni o rielaborazioni di quello che l'ambiente mi insegna e propone.

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ATTENZIONE: contiene opinioni altamente personali e variabili

giovedì 5 gennaio 2012

Teletubbies e altruismo. Svelato un segreto


Io ho molta stima di mia figlia. Anche se adesso ha 15 mesi mi sembra faccia già cose incredibili.
Bene, questa è la premessa alla premessa.
La vera premessa è questa. L'altra mattina mi trovavo in bagno a prepararmi per il lavoro quando sento delle urla stridule dal soggiorno. Gaia era con Giulia e quindi non mi sono preoccupato di intervenire, non sentendo Giulia invocare il mio intervento.
Quando ho finito e sono arrivato in soggiorno ho trovato Gaia con le mani giunte, tipo preghiera, incantata a guardare i Teletubbies e Giulia che mi guardava con la faccia a punto interrogativo.
“Urlava per quei cosi?” ho chiesto.
La risposta è stata sì.
Vi garantisco che non c'è nulla che attiri maggiormente la sua attenzione che Tinky Winky, Dipsy, Laa-Laa, e Po.
Allora mi sono incuriosito e ho provato a guardare per qualche minuto, in occasioni diverse i quattro pupazzoni inglesi. Niente, non li capisco, non mi attirano. E dire che altri cartoni animati, anche da piccolini, attirano la mia attenzione.
Qual è il succo (o qual'è il succo, visto che adesso è figo sbagliare l'apostrofo)?
Ovviamente sono andato a studiarmi i Teletubbies. Ritmo lento, movimenti lenti, poche parole e ripetute, contesto senza troppi stimoli, attenzione visiva centrata sui pupazzoni che hanno fisicità confortevoli e che creano empatia coi piccoli (pare che abbiano anche loro il pannolino), personaggi distinguibili ma simili, frasi ripetute, immagini ripetute, giochi, risate, affetto.
E' chiaro adesso?
E' creato per i bambini, non per gli adulti. Non può piacere ad un adulto perché non è pensato per un adulto.
Gaia che mi convince della bellezza di Dipsy

Fine della premessa.
Veniamo al succo del mio post. L'altruismo. Credo di averne già parlato in un altro post ma sono pigro e non etichetto, quindi non me lo ritrovo.
L'altruismo è una virtù (lo è?!) che abbiamo perso e, quando la ritroviamo, si tratta di dare qualcosa di nostro a qualcuno. Possiamo dare tempo, risorse, cibo, attenzione, affetto. Qualunque “moto verso luogo” che parta da noi e vada verso gli altri è altruismo.
Bene, guardando i Teletubbies (e qui emerge il genio che mi contraddistingue) ho capito che l'altruismo non è dare ma è lasciare che altri prendano. Non è dare il mio tempo che mi rende altruista, è lasciare che gli altri lo prendano. Ok, non è del tutto vero, almeno non con il tempo (che alla soglia dei 34 mi rendo conto essere risorsa incredibile), però tutte le nostre azioni di altruismo dovrebbero prevedere una fase di attenzione verso i bisogni di chi riceve i o il nostro gesto.
Così come i Teletubbies sono studiati per i bambini non sono esigenze dei grandi trasferiti sui bambini, non insegnano a contare, leggere, distinguere le forme o altri obiettivi di sviluppo cognitivo che ogni adulto riversa con impazienza sulla propria progenie. Sono qualcosa nato per i bambini e come tale li diverte, attira la loro attenzione, li svaga, li calma.
La prossima volta che vogliamo essere altruisti facciamo come Andrew Davemport lo psicologo che ha studiato i bambini prima di stabilire i canoni dei Teletutbbies.
Io credo che il momento storico nel quale siamo e, ahimè, stiamo entrando richieda molta sensibilità sociale e che tale sensibilità passi anche attraverso i Teletubbies o meglio, l'ascolto degli altri. Continuare ad isolarci ci porterà solo ad essere isole.

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