Cosekeso?

Ciao, questo è il mio blog, il blog nel quale ogni tanto svuoto la mia testa dai vari elementi che la riempiono.
Non c'è quasi nulla di originale, i miei pensieri sono rivisitazioni o rielaborazioni di quello che l'ambiente mi insegna e propone.

Se leggerai qualcosa "buona lettura", se non leggerai nulla "buona giornata"

ATTENZIONE: contiene opinioni altamente personali e variabili

martedì 15 febbraio 2011

Grazie Ronnie, grazie mille

Ogni bambino ha i suoi eroi, i suoi miti. Io ho avuto Rumenigge, Zenga e Ronaldo.
Ronaldo in realtà l'ho vissuto da ragazzo ma i miti servivano lo stesso.
Già è chiaro che sono interista, direi.
Beh, vorrei rendere omaggio a Ronaldo che ieri si è ritirato.
Un grande, a mio avviso, se gli infortuni non l'avessero condizionato, il più grande.

Ronaldo è stato il prototipo del calciatore moderno, il precursore di tanti altri emuli mediocri della sua classe.
Ronaldo era veloce come nessun altro, faceva in velocità cose che noi capivamo solo dalla moviola.
Una volta un giornalista disse che Ronaldo era come un fratello maggiore, quando le cose andavano male i suoi compagni andavano con gli occhi gonfi da lui e lui vinceva la partita.
Ecco questo rendeva bene.
Ricordo l'Inter di Simoni, quella che perse lo scudetto grazie a Iuliano ma vinse una coppa UEFA contro la Lazio, a Parigi. Era fatta da giocatori abbastanza scarsi, diciamolo, Colonnese, Galante, Morriero, Cauet. Certo, c'erano anche buoni giocatori ma non era uno squadrone.
Però fu un'Inter incredibile, la più vera, come DNA. Soffriva, arrancava e poi Ronnie risolveva. Riguardatevi alcune immagini di quell'anno di Ronaldo.
Con gli anni si è appesantito, rotto, fermato e ripreso. Gli è accaduto di tutto ma due cose sono rimaste le stesse, dal Psv al Corinthias: ha sempre fatto goal, ha sempre sorriso.
Ronaldo ha fatto goal in tutti i modi, con tutte le condizioni fisiche e in tutti gli schemi, lui goal lo sapeva fare. Ed era sempre alla ricerca della felicità. Giocare a a calcio lo divertiva, non lo arricchiva. Ricordo quando nelle prime interviste in italiano parlava di "sjoia e feliscità", strascicando esse, gi e ci. Ed è sempre stato così, lo ha sempre fatto, fino all'ultima partita.
Per questo non sono riuscito ad odiarlo quando è andato al Milan, per questo ho sorriso quando ci ha fatto goal nel derby. Perché quando sai che una persona è felice in qualche modo lo sei anche tu, anche se un po' ti ha tradito. In fondo è sempre il tuo fratello maggiore che ti ha insegnato che il calcio è solo "sjoia e feliscità".
Grazie Ronnie, grazie per le magie che hai fatto, per quello che hai inventato, per le emozioni che hai creato e per la leggerezza che hai portato. Alla fine hai ragione tu, ti amano i compagni e tifosi e ti rispettano gli avversari, hai fatto ancora goal.

Nessun commento:

Posta un commento