Cosekeso?

Ciao, questo è il mio blog, il blog nel quale ogni tanto svuoto la mia testa dai vari elementi che la riempiono.
Non c'è quasi nulla di originale, i miei pensieri sono rivisitazioni o rielaborazioni di quello che l'ambiente mi insegna e propone.

Se leggerai qualcosa "buona lettura", se non leggerai nulla "buona giornata"

ATTENZIONE: contiene opinioni altamente personali e variabili

venerdì 13 maggio 2016

Gatto Nero, Gatta Bianca. Nati per leggere

Libro per piccini piccini, diciamo anche poco meno di due anni.
La storia è carina, con ritmi lenti, blandi, schemi che si ripetono simmetrici, ideale per essere seguita anche dai piccolissimi. I disegni sono belli, "pacioni" e giocano tutti sul contrasto fra il bianco ed il nero, come anche la storia. Una storia anche delicata perchè, anche se rivolta ai piccolissimi, si addentra nel tema dell'amore, della nascita di una "relazione", fino alla nascita dei cuccioli. Insomma, nulla di scabroso, per carità, però si parla comunque di un tema molto interessante da introdurre coi più piccini. E ovviamente lo si fa con la giusta dolcezza, la giusta delicatezza.
Potremmo dire che è un libro simmetrico per contrasto. Ammazza se sono figo, simmetrico per contrasto, mica cotiche. Torniamo a noi, con questo schema non può che attirare e piacere, il contrasto, gli opposti ma anche la simmetria ed il ritmo.
E' un libro che ho letto e leggo tantissimo, perchè, appunto, si lascia seguire molto bene. Attira i bambini, li incuriosisce e li attrae man mano che i due opposti si avvicinano.
Direi che Silvia Borando riesce a creare una storia avvincente con pochissimo e questo è il segreto di Gatto Nero, Gatta Bianca. Riuscire a creare senza mettere per forza mille input, mille variabili, mille colori non è facile. E' molto facile (?!) attrarre con dei popup, mille colori, creare storie dove succedono un sacco di cose. Molto più difficile creare una storia che dia soddisfazioni anche con poco, con due gatti, due (o tre?) colori e la nascita di un amore fra di loro. Molto semplice, molto lineare, molto dolce ma comunque non banale. Ecco, il libro è un altro di quelli, come abbiamo detto anche per "chi me l'ha fatta in testa" che apre ai più piccoli un mondo di storie più articolate, più avvincenti ma lo stesso facilmente "seguibili". E' anche questo un libro svolta. Il libro post giochi e filastrocche.
Poi da leggere è molto semplice, gli schemi che si ripetono, la semplicità sono un grande aiuto non solo per la comprensione ma anche per la lettura. Ne ho avuto anche la riprova qualche tempo fa, quando mi è capitato di sentirlo leggere da una persona che non l'aveva mai letto ma alla prima lettura, anche senza avere particolare esperienza, l'ha approcciato con grande naturalezza e immediatezza. Altro aspetto che mi piace è che un libro che vuole essere letto con lentezza, con un ritmo molto controllato, che per me è sempre difficile, vista l'abituine a correre. Invece i due gattoni ti trascinano in un nmondo fatto di ritmi tranquilli, felici e spensierati.
Quindi un libro bello, delicato, che piace un sacco, facile e non banale. Ed esiste anche una versione in Inglese. Noi l'abbiamo e ci piace alternarle. Per gioco. 
Ovviamente un capolavoro così non poteva che essere Minibombo, una casa editrice che crea piccoli capolavori dalla semplicità. Ed è un talento incredibile, veramente dei piccoli creativi. Li adoro.


giovedì 12 maggio 2016

Zeb e la scorta di baci. Nati per leggere

Ero  in auto che ascoltavo la radio ed ho sentito la frase "il mondo non si vede bene girati di schiena". Mi ha colpito un sacco. Mi è piaciuta. Poi mi è venuto in mente Zeb. Non so perchè, non ci vedo una gran connessione fra la frase ed il libro. O forse no, forse il senso della frase lo si può ritrovare quando Zeb decide di non stare più nascosto sotto la coperta, con la sua scorta di baci, ma di condividerla con la zebra piccola. Poco importano le mie connessioni neuronali, poco importa perchè mi è venuto in mente Zeb. Adesso però tocca parlarne.
Zeb è un libro anche per bimbi piccoli, diciamo dai due anni. E' un libo estremamente dolce, se non fossimo genitori che leggono ai nostri cuccioli forse lo troveremmo persino troppo smielato. Ma non c'è mai un troppo, se parliamo dei nostri figli.
Facendo i seri (!?!?!), Zeb è molto carino, ben disegnato, con una storia molto dolce. Anche molto delicata, le disavventure, i problemi di Zeb sono molto contenuti ed il finale allegro è sempre dietro l'angolo. Insomma, uno di quei libri facili facili, da tenere a portata quando avete voglia di mettervi molto accoccolati coi vostri piccoli, quando volete fargli sentire una bella storia, piena di affetto e....baci. Un libro che io vivo in maniera molto intima, non lo leggo quasi mai quando faccio letture "pubbliche", ma che tengo per me e per le mie bimbe, per i momenti da divano.
I disegni sono in linea con la delicatezza e la dolcezza della storia, sempre arrotondati, delicati e accennati.
Insomma, un libro che non mi fa impazzire del tutto, la letteratura per bambini ha terribilmente alzato i miei standard. Però mi fa impazzire che le mie bimbe lo vogliano leggere quando han voglia di coccole, quando vogliono mettersi sul divano ad ascoltare le storie accucciolandosi. E' ormai diventato una dichiarazione di intenti un "adesso coccolole" detto attraverso un libro. Come si fa a non tenerlo sempre bene in vista?
Edizioni Babalibri.


mercoledì 11 maggio 2016

Chi me l'ha fatta in testa. Nati per leggere

Eccoci ad un altro di quei libri che i vostri figli sicuramente già conoscono.
Questo libro mi ha sempre colpito per un semplice motivo: è un libro che ha una sua "trama" ma si rivolge ai piccolini. La storia ha infatti un suo sviluppo, una sua evoluzione, una sua sequenza temporale ma è in assoluto un libro per bimbi piccoli. In genere, per i bimbi piccoli non ci sono vere e proprie storie ma letture/gioco in cui la trama non esiste. Qui siamo davanti ad un mistero da risolvere, un "incidente" che accade al protagonista e che si sviluppa lungo le pagine della storia.
In Chi me l'ha fatta in testa la storia c'è, la trama è chiara ed avvincente.
L'oggetto del libro sono le cacche degli animali, per forza piace a tutti i bimbi: l'abbiamo già spiegato cacca e popup sono vincenti sempre.
La trama (visto che c'è facciamo un minimo di sinossi). Una piccola talpa esce dalla sua tana e gli fanno la cacca in testa, essendo mezza cieca non vede chi l'ha centrata e non può vendicarsi. Da lì la poverina parte alla ricerca del colpevole per consumare la sua vendetta. Nella sua ricerca si imbatte in diversi animali che si "scagionano" mostrandole come fanno la loro cacca. Un grande libro giallo, con un mistero apparentemente senza esito che trova soluzione grazie all'intervento di un duo specializzato.
Una nota. Io ne ho una versione particolare, con i rumori. Leggendolo assieme ad altri lettori mi son reso conto che la versione è differente, per numero di animali sospettati e per l'ordine in cui vengono presentati.
Ovviamente è un libro che fa ridere tanto, che diverte e che i bimbi amano per via di quel suo gusto "proibito".
Quindi, quando vi sarete stancati di leggere filastrocche, libri morbidosi e giocosi potreste "iniziare" ai libri con trama il vostro cucciolo proprio con questo. Potrebbe essere proprio l'inizio di una nuova fase di letture.
Detto che non ci sono libri che vanno abbandonati, le mie bimbe adorano ancora i libri per i più piccini e non mi pare il caso di vietarglieli dicendo "ormai non avete l'età".
Edizioni Salani.

martedì 10 maggio 2016

Un Libro e Colori. Nati per leggere

"Eh, parli bene tu. Il fatto è che a mio figlio non piace stare ad ascoltare i libri. Ho provato sai, ma proprio non gli piace".
Prova Tullet. Un Libro oppure Colori. Prova con uno di questi due.
Come trentesima  recensione scelgo due libri che mi hanno aperto gli occhi sull'editoria per bambini.
Un Libro è stato uno di quegli albi che mi hanno fatto scoprire l'incredibile potenziale della letteratura per bambini. Colori è molto simile come sviluppo, un po' più evoluto, altrettanto bello.
La prima volta che ho sentito leggere Un Libro ho pensato "ma guarda quante cose si possono fare con un libro, ma guarda quanto può essere coinvolgente e divertente". Un Libro mi è servito per capire che i libri possono essere anche molto più che libri, che i libri per bambini sono spesso coraggiosi, innovativi e stimolanti in maniere diversissime.
Uso Un Libro come arma segreta, quando si crea confusione, quando i bimbi sono distratti da mille altri input io mi gioco la carta Tullet. E non sbaglia mai.
Piccolo aneddoto. Letture al mare, per qualche motivo mi ritrovo davanti 72 persone, fra adulti e bambini. E' fine mattina. Le condizioni non sono delle migliori, non si sente molto, 72 persone fanno rumore anche solo a respirare (e molte stanno mangiando qualcosa), è pure caldo. Preso dal panico non so cosa leggere, mi serve qualcosa che coinvolga, che mi permetta di urlare e di un po' "accattivante". Tiro fuori Tullet, lo leggo. Finito quello posso permettermi di leggere quello che voglio, ci sono 72 persone che mi credono capace di qualunque cosa.
Ma veniamo al libro.
Ci sono mille modi di leggerlo e l'unico sbagliato è quello di mettersi lì e leggerlo e basta, sfogliando le pagine una dopo l'altra. Il libro è diverso, coinvolgente, magico, siatelo anche voi. Ho sentito lettori leggerlo in mille modi diversi ed è sempre bello. Personalmente lo leggo sempre come fosse un numero di magia, coinvolgendo i bimbini nei vari passaggi, interagendo con loro, coinvolgendoli. In questo Colori è un po' più elaborato e si presta ad una interazione costante. Ma se Un Libro lo potete leggere dai 2 anni e mezzo, Colori si presta dai 3. Quindi entrambi sin da piccoli. Ed entrambi fino a quando sono grandi.
Non c'è una storia, qualora non fosse ancora chiaro, ma un susseguirsi di "giochi" fatti con dei pallini colorati e dei colori che si susseguono lungo le pagine. Quindi gioco e colori, impossibile che non piaccia.
In più è scritto in stampatello, quindi  i bambini quando imparano a leggere si divertono a riprendere in mano il libro e ripetere da soli tutti i giochi.
Altro vantaggio non trascurabile, nei due libri si gioca coi colori, si mischiano, si pasticciano ma...senza coinvolgere nessun muro di casa.
Edizione Franco Cosimo Panini




lunedì 9 maggio 2016

Dieci dita alle mani, dieci dita ai piedini. Nati per leggere

Libro per piccoli, anche piccolissimi. Di fatto è una dolcissima filastrocca, una canzone per i bimbi.
La si può leggere con energia, coinvolgendo i bimbi con piedini e manine, oppure con estrema dolcezza, anche prima della nanna.
Un libro che ai piccolissimi paice perchè permette loro di scoprire altri bambini (quelli raffigurati). Infatti, non c'è una vera e propria storia, si tratta di una "filastrocca" in rima che vede alternarsi tutti i bimbi del mondo.
Ai bimbi piace la rima, rende musicale il tutto, la ripetizione del ritmo, e piacciono i bimbi che si alternano nel racconto.
Vedere dei loro "simili" in un libro li attira. In questo piccolo capolavoro i bimbi sono raffigurati più "reali" possibili, proprio per creare connessione, nonostante ci siano tutti i bimbi del mondo, quindi diversissimi tra di loro. Ma i vostri bimbi si identificheranno e adoreranno questo libro.
E' adatto ai più piccoli, dicevo, ma è uno di quei libri che crea connessione e che resta sempre nella memoria dei piccoli. Ad esempio io l'ho letto questa mattina mentre le bimbe facevano colazione e loro lo ascoltano ancora con grande attenzione, attenzione che adesso è anche attesa per il finale.

Insomma, ricapitolando: un libro per piccolissimi, un libro dolcissimo e divertente.
Edito da Il Castoro


venerdì 6 maggio 2016

Nel paese dei mostri selvaggi. Nati per leggere

Categoria: libri immortali.
Nel paese dei mostri selvaggi è un libro di quelli che trovate sullo scaffale di quasi ogni asilo o scuola materna.
Potremmo dire che è un libro famoso. Alcune curiosità a supporto della fama: quando il Presidente Obama legge ai bambini si diletta proprio con questo libro e il libro viene citato anche diverse volte in programmi TV, ad esempio l'ho visto ripreso in una puntata dei Simpson e dei Griffin. Ah, ne esiste anche un film, carino.Ve lo consiglio anche quello, magari dopo che i vostri bimbi avranno imparato ad amare Max e le sue avventure. Dimenticavo, i personaggi sono comparsi anche sulla rivista Rolling Stone (rivista numero 223 edizione americana) ed esiste una canzone dei Metallica intitolata come il libro.
Capite quindi che parliamo di uno di quei libri che fa parte del bagaglio culturale di molti di noi.
Fra l'altro andrebbe analizzato con attenzione perchè è un vero è proprio concentrato di quello che dovrebbe essere un libro per bambini. I disegni, la storia, i colori, l'impaginazione. Insomma, nulla è lasciato al caso, tutto è estremamente curato.
E' grazie alla grande cura e professionalità di questi libri che adesso abbiamo una proposta così ampia di libri per bambini. Il libro risale al 1963 ed ha incontrato anche molte critiche, non ha sfondato da subito. Troppo cupo, troppo dark, insomma non è stato un successone al primo colpo. Però pian piano ha dimostrato che la letteratura per bambini passa dal dare più possibilità possibili e non dal costruire sempre mondi fatati, incantanti dove tutto è sotto controllo, anche quando le cose vanno per il peggio. Ed a distanza di 53 anni è ancora uno dei libri più letti, amati e richiesti.
Il libro di Sendak è strepitosamente onesto, mostruosamente genuino. I mostri sono mostri e fanno i mostri, per dire.
Ok, ho un amore per questo racconto, mi sento seriamente in debito con Sendak per averci mostrato come può essere la letteratura per bambini.
E' vero, in oltre 50 anni molto è cambiato ma le immagini e la storia restano bellissime, di quelle da leggere e scoprire coi vostri figli. Per capire che la letteratura per bambini può essere ricca, può richiedere anche spiegazioni e coccole.
Leggetelo. Non è detto che vi piaccia e i vostri bimbi potrebbero non amarlo ma non fa niente, così fosse non leggetelo più. Però sappiate che tanto dei libri che oggi leggiamo ai nostri bimbi parte da quel capriccio di Max.
 

giovedì 5 maggio 2016

Cosa c'è dentro la scatola. Nati per leggere

Questo è un libro carino, veloce e divertente.
Non è semplicissimo, quindi lo consiglierei sopra i 4 anni. Però fate sempre come vi pare, le mie sono indicazioni di massima.
Il motivo per cui vi dico "non è semplicissimo" è questo: la storia ruota attorno a 5 personaggi, 5 amici che ritrovano una misteriosa scatola nel parco dove sono soliti andare a giocare e si interrogano sul contenuto. Il libro è un susseguirsi di dialoghi fra di loro, di ipotesi. Quindi è "difficile" da seguire, cercando di capire chi dice cosa perchè non è il classico libro con Tizio dice, Caio risponde o altro. Semplicemente ci sono le faccine dei bimbi e quello che dicono. Allo stesso tempo è un bell'esercizio. Vi sconsiglio di provare a fare le voci, 5 personaggi sono tanti da ricordare e rischiate di fare più casino che altro. Magari potete porre due accenti diversi per distinguere le due fanciulle dai tre maschietti. Io faccio quello, giusto per semplificare un attimo la comprensione.
Detto questo, il libro è carino anche perchè sono carine le dinamiche fra gli amici. Infatti, nel tentativo di capire cosa c'è dentro alla scatola, gli amici fanno ipotesi, discutono e litigano. In questo è molto curioso e completo, perchè si vedono anche ripicche, si rinfacciano alcune cose, insomma è molto reale. E' bello che litighino, discutano, arrivano anche a fare discorsi "sessisti" del tipo "voi maschi" e "voi femmine".
Ecco, a me piace questo libro proprio per questo, per le dinamiche fra gli amici, sincere e genuine e per lo scioglimento finale. Ancora una volta, la soluzione ai litigi è così semplice ed efficace che solo un bimbo può arrivarci. Anche questo lo metterei nella categoria "libri che si dovrebbero leggere prima delle riunioni di lavoro".
Allenatevi e leggetelo.
Edizioni Valentina.

mercoledì 4 maggio 2016

I colori delle emozioni. Nati per leggere

Sto leggendo un libro che avrei dovuto leggere quando ero cognitivamente più agile, si chiama "Elogio delle azioni spregevoli". Ad un certo punto si legge "I libri sono per bambini nel senso che piacciono a tutti". Quindi l'essere "per bambini" è un allargare il pubblico di riferimento e non restringerlo. Ed è proprio così. Detto questo, dato che siamo entrati in argomento con "un mare di tristezza", proseguiamo giocandoci un jolly.
I colori delle emozioni è uno di quei libri che fanno a malapena in tempo a stamparlo che già è esaurito.
La storia è semplice: c'è un mostro che combina un disastro mescolando le sue emozioni e viene aiutato da una bambina a metterle in ordine, una alla volta. Il libro diventa quindi un piccolo viaggio attraverso alcune delle emozioni più "note" alla scoperta del loro significato, di cosa le genera e di come ci fanno stare. Ad ogni emozione è abbinato un colore a alla fine il mostro le mette trutte in ordine e impara a conoscerle.
Uno degli aspetti che attira i bimbi è sicuramente il fatto che si tratta di un libro pop-up dove le immagini escono e diventano tridimensionali. Fra l'altro immagini molto belle e curate, con un mostro che è vermanete emotivamente vario. E' uno dei libri più importanti che potete tenere in casa. E' un espediente per parlare di paura, di tristezza, di felicità e di molte altre emozioni, è un testo col quale fare anche tanta lettura dialogica, interagire coi bambini, ascoltare cosa passa nella loro testa quando parlano di emozioni.
Insomma, al di là della storia, il libro ha un potenziale altissimo. Ad esempio quando Gaia l'ha portato alla scuola materna le maestre l'hanno "sequestato" per una settimana per farci un lavoro coi bambini.
Ecco un altro libro che vi insegnerà anche tanto per quel che riguarda la lettura perchè vi verrà naturale colorare le emozioni anche con la voce, dandogli ancora più spessore.
Insomma, quelli bravi direbbero che è un "must have".
Edizione Gribaudo



martedì 3 maggio 2016

Un mare di tristezza. Nati per leggere

Torniamo a parlare di Minibombo, casa editrice verso la quale ho un debole, per presentarvi un libro stupendo. Oh, io sono un tipo euforico, per me è sempre tutto bello e tutto fantastico ma questo libro è stupendo anche al netto del mio hype (come dicono quelli giovani).
Minibombo ha una linea chiara, realizza piccole gemme per bimbi piccoli. Ha disegni e stile che sono riconoscibili e storie che sono sempre delicate. Crea un legame coi piccoli, tant'è che i libri Minibombo spesso continuano ad essere tra i preferiti anche quando crescono. Non stancano, non passano.
Questo ha qualcosa in più. La storia è semplice: un pesce triste si aggira per il mare per risollevarsi ma si imbatte solo in pesci tristi come lui. Tutti i pesci sono tristi e lui è sempre più abbacchiato, non trova modo di risollevarsi. Fino a quando non incontra una tartaruga. Una tartaruga capovolta. Non vi dico oltre per non rovinarvi la magia. Sappiate solo che se fossi ancora nella mia vita precedente, dove mi occupavo di risorse umane, lo farei leggere prima di ogni riunione, prima di ogni meeting e di ogni decisione. Perchè è una magia per i piccoli ma è un promemoria importante per gli adulti. Semplice ma efficace.
Che dire, altri mille particolari  rendono il libro eccezionale, ad esempio il fatto che ogni pesce sia di un colore diverso e lo stato d'animo che lo contraddistingue sia scritto nello stesso colore e siano tutti sinonimi di tristezza. Come abbiamo detto in un altro post, è bello che i nostri cuccioli comincino da subito a chiamare le emozioni con più nomi possibili perchè aiuta a sviluppare consapevolezza e conoscenza. E' bello sentire che un bimbo dice che un pesce è triste, un altro è affranto, uno è abbacchiato e via dicendo.
Tornando al libro, questo è uno di quelli che vi consiglio, è anche una buona palestra perchè vi "costringerà" a leggerlo lentamente, apprezzando ogni parola ed aspettando che il vostro piccolo pubblico vi segua. Ecco, la volta scorsa abbiamo parlato di leggere o meno facendo le voci. Ho detto che è sicuramente bello ma non indispensabile. Ecco, leggere lentamente, rispettare i tempi di ascolto dei bimbi, invece, è fondamentale. Lo sottolineo perchè è il mio grande limite. Io parlo abbastanza velocemente e leggerei sempre a ritmi da "adulti". Il mio sforzo è proprio quello di leggere con calma, rallentare. Ecco, questi libri sono i libri che vi permetteranno di apprezzare e di allenare la lettura coi tempi dei piccoli.
Insomma, appena me lo son ritrovato in mano e l'ho sfogliato mi si sono illuminati gli occhi. Leggetelo, leggetelo e poi, quando non servirà più tenetelo in un cassetto, prima di quanto immaginiate il suggerimento della tartaruga vi sembrerà utile.

lunedì 2 maggio 2016

Mostraz. Nati per leggere

Una premessa: leggere Mostraz in Romagna è molto più divertente che altrove, per via di quella zeta che se ne esce sempre più Romagnola che mai.
Tornando seri, Mostraz è un libro veramente divertente. Direi per bimbi grandini, dai 3 e mezzo?
Il libro è grande (mi riferisco alle dimensioni) colorato e la storia originale.
Personalmente la cosa che più mi piace è la tavolozza di colori utilizzata. Ci sono dei colori accesi, vivaci, quasi saturi e acidi. Nota, credo di aver usato due termini scorretti nel definire i colori, riproviamoci: mi piacciono i colori di Moastraz perchè sono "inusuali".
La storia è divertente, simpatica piace ai bimbi e li fa divertire, anche perchè contiene riferimenti a: gare di rutti, dita infilate nel naso ed "ariette" che scappano per via dell'emozione.
Altra cosa che mi piace, che spesso si trova nei libri per i più grandi, è il testo che diventa parte dell'immagine, che si colora, che ogni tanto è fumetto, ogni tanto è testo normale, ogni tanto è didascalia. Mi piace perchè entra a far parte delle raffigurazioni, le completa. Ovviamente questo complica un po' il nostro "lavoro" perchè dobbiamo prestare maggiore attenzione a quello che leggiamo, specialmente le prime volte.
Però quando ci si abitua ad avere un testo così "dinamico" diventa più facile seguire il ritmo della storia, il suo "colore". Magari le priem volte ci mette un po' in soggezione ma poi è una guida.
In Mostraz fra l'altro è bello dare al mostro una voce da mostro, quando dialoga. Eccoci, una nota sul fare le voci. Io non sono capace e non le faccio quasi mai, ho solo tre eccezioni: il Tacchino Tontolino, il mostro Luigi di Mostraz e il lupo di Una zuppa di sasso. Sono eccezioni perchè mi vengono naturali. Il consiglio è, se vi diverte, vi vien bene, vi coinvolge e vi piace allora fate le voci, sicuramente tutto prenderà colore; se non è nelle vostre corde non lo fate, meglio non farle che farle male. Io non le faccio e le mie bimbe non hanno mai protestato. Prima di arrivare alle vocine ci sono tantissime altre cose, importantissime, da badare.
Anche perchè chi scrive i libri lo fa perchè chi legge capisca anche se non c'è Gasman che interpreta i personaggi, fidatevi. Fare le voci è bello ma non è fondamentale.
Tornando a Mostraz, leggetelo, è uno di quei libri che rendono simpatici i mostri e si presta ad un abella interazione coi bimbi. A casa mia è un "best seller" quando ci mettiamo a leggere un po' Mostraz è sempre fra i prescelti. Personalmente penso che molto dipenda, appunto, dai colori.
Editrice Camelozampa.